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  • 12/SET/2019

    AMMORE E NIENTE CCHIÙ. Scritti, poesie e canzoni del Principe De Curtis, in arte Totò

    Michele Mirabella, regista, attore, docente universitario, autore e conduttore televisivo, chiude i "Giardini al CUBO 2019" in Unipol Auditorium con uno spettacolo dedicato al Pricipe De Curtis in arte Totò dove racconta l’anima più profonda dell’uomo che stava dietro il personaggio pubblico, ripercorrendo la sua storia attraverso lettere, diari, poesie e testimonianze della famiglia e di chi lo ha conosciuto nel privato.

    Giovedì 12 settembre alle ore 21;15

    Maggiori Informazioni:
    CUBO Unipol Michele Mirabella

  • 28/APR/2019

    Se la festa del lavoro è solo "concertone" - Di Michele Mirabella, La Gazzetta del Mezzogiorno.

    La festa di San Giuseppe falegname, segnata in rosso sul calendario almanaccante, il primo di maggio, fu, credo, inventata negli anni ‘50 dalla Chiesa Cattolica: Patrono dei lavoratori. Tra le mansioni del Padre putativo, portatore di onesti gigli di pudicizia, carpentiere girovago, mulattiere esule, prodigo dispensatore di tenerezze presepiali, questo, del falegname, era il mestiere più accreditato dai candori letterari del Catechismo e, dunque, la trovata fu geniale. Tuttavia, a me, giovinetto, parve, ma non osai esibire pubblicamente la sommessa malignità, un modo un poco opportunista per competere con la Festa del Lavoro che socialisti, comunisti, sindacati, leghe e cooperative rispettavano con grinta e decisione approfittando per esibire furori oratori e banchetti generosi, disseminare di cortei rosseggianti città e campagne, esaltare i valori laici della operosità proletaria e della fatica degli umili. E poi, solo dopo, si cantava, si suonava, si ballava e si amava.

    (continua)

  • 25/APR/2019

    Ulisse ha inventato Internet - Michele Mirabella ospite al Grande Oriente d'Italia

       

    Segue la trascrizione di alcuni estreatti dell'intervento alla Gran Loggia 2019.

     

    “Siamo nel 1300 e Dante da di piglio alla commedia, forse neanche aveva già pensato di dare questo titolo alla sua opera… divina, poi… non ci pensò proprio! Diciamo che aveva con il concetto di divinità dei rapporti piuttosto severi e sobri. Fu Boccaccio a decidere che quest'opera meritasse un’aggettivazione così imponente…”

     “…ma, disgiuntivo, misi me! Non dice ‘mi misi’. Dice ‘misi me per l'alto mare aperto’ oggettivando la sua persona che è gestita dalla sua volontà.”

     “(Ulisse) voleva andare a Itaca? Ma per carità! L’aspettava un padre noiosissimo, un figlio deficiente,  una moglie che ha inventato la telenovela e che riscrive sempre la stessa storia.”

    (continua)

lavagna degli errori
  • Nella serata dei commenti elettorali in TV un giovane giornalista ha sparato un 'se sarebbe questo il risultato finale' proiezioni di letame.

    03/SET/2014
  • Ho ascoltato in TV il turpe aggettivo 'estremissima', detto della sinistra. Non esiste né l'aggettivo né la sinistra siffatta, o Berlusconi!

    02/SET/2014
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