La festa di San Giuseppe falegname, segnata in rosso sul calendario almanaccante, il primo di maggio, fu, credo, inventata negli anni ‘50 dalla Chiesa Cattolica: Patrono dei lavoratori. Tra le mansioni del Padre putativo, portatore di onesti gigli di pudicizia, carpentiere girovago, mulattiere esule, prodigo dispensatore di tenerezze presepiali, questo, del falegname, era il mestiere più accreditato dai candori letterari del Catechismo e, dunque, la trovata fu geniale. Tuttavia, a me, giovinetto, parve, ma non osai esibire pubblicamente la sommessa malignità, un modo un poco opportunista per competere con la Festa del Lavoro che socialisti, comunisti, sindacati, leghe e cooperative rispettavano con grinta e decisione approfittando per esibire furori oratori e banchetti generosi, disseminare di cortei rosseggianti città e campagne, esaltare i valori laici della operosità proletaria e della fatica degli umili. E poi, solo dopo, si cantava, si suonava, si ballava e si amava.

(continua)

La pennichella

05 / FEB / 2015 in

Pisolino, pennichella, sonnellino. Diminuitivi riposanti. Stanno per dormita, anzi dormitina. Si fanno nel pomeriggio, soprattutto in quelle giornale di calura estiva, dopo pranzi e robuste libagioni. (continua)

La digestione

05 / FEB / 2015 in

 (Puntata di Eliser presto in onda)  “Prima digestio fit in ore” ammoniva il Latino della Scuola medica salernitana. Traduzione ginnasiale: “La prima digestione avviene in bocca”. Orribile. Meglio sarebbe volgere quella che è anche una constatazione e non solo un monito prudente in un “Prima di tutto si digerisce masticando”. Resta brutto. Azzardiamo un “Per ben digerire occorre ben masticare”. No, sembra un motto del calendario. Ecco, ho trovato: “ Ricorda di masticare bene e a lungo perché la buona digestione comincia in bocca”. Macché. E’ prolisso e sgradevole.

(continua)

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